Fausto Coppi - Ermanno Eandi

E R M A N NO E A N D I
Poeta, giornalista e scrittore
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Personaggi famosi

Poesia dedicata a Fausto Coppi

Questa poesia è ospitata nel museo Fausto Coppi
di Castellania



FAUSTO COPPI

La vita è un battito d'ali,
che volteggia sulla scia di un sogno.

Un cieco vide le tue vittorie,*
toccò il tuo corpo:
le tue mani divennero manubrio,
i tuoi piedi pedali,
le tue gambe stantuffi
ed iniziasti a volare.

Discepolo del vento,
ciclista solitario
con l’anima iridata,
vincente oltre l’impossibile..

Rotaie torinesi color morte,
Coppi senza Coppi,**
correre per esistere,
superare per raggiungersi,
l’infinito bianco celeste.

Dama bianca in scacchiera di sofferenza,
caimani e legulei divorano la tua vita,
scimitarre d’ipocrisia,
tappe tormentate.

Un nuovo Fausto nasce,
la corsa verso la fine,
l’Africa uccide il tuo presente…

… e noi siamo qui,
uomini soli mai al comando,
a macinare ricordi in salita,
ascoltando il tuo battito d’ali
nella gloria immortale.


Ermanno Eandi


NOTE:
* il cieco è Cavanna il massaggiatore dei campioni e scopritore di Coppi.
** Coppi senza Coppi, è la morte di Serse a Torino, il fratello di Fausto
.

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Note Biografiche
Angelo Fausto Coppi (Castellania, 15 settembre 1919 – Tortona, 2 gennaio 1960) è stato un ciclista su strada e pistard italiano.
Soprannominato il Campionissimo o l'Airone, fu il corridore più vincente e famoso dell'epoca d'oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi.[3] Eccellente passista e scalatore, e buon velocista, era un corridore completo e adatto ad ogni tipo di competizione su strada. Si impose sia nelle più importanti corse a tappe sia nelle maggiori classiche di un giorno. Fu anche un campione di ciclismo su pista.
Professionista dal 1939 al 1959, vinse cinque volte il Giro d'Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953) (record), e due volte il Tour de France (1949 e 1952). Fra i suoi numerosi successi nelle corse in linea vanno ricordate le cinque affermazioni al Giro di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949 e 1954) (record), le tre vittorie alla Milano-Sanremo (1946, 1948 e 1949), e i successi alla Parigi-Roubaix e alla Freccia Vallone nel 1950. Fu Campione del mondo nel 1953. Nel ciclismo su pista, fu Campione del mondo d'inseguimento nel '47 e nel '49 e primatista dell'ora (45,798 km) dal 1942 al 1956.
Leggendaria la sua rivalità con Gino Bartali, che divise l'Italia nell'immediato dopoguerra (anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due). Celebre nell'immortalare un'intera epoca sportiva - tanto da entrare nell'immaginario collettivo degli italiani - è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta durante una salita al Tour del '52.[4][5]
Le sue imprese e le tragiche circostanze della morte ne hanno fatto un'icona della storia sportiva italiana. A oltre cinquant'anni dalla scomparsa, la sua popolarità e fama appaiono immutate. (fonte Wikipedia)

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