Stadio Filadelfia - Ermanno Eandi

E R M A N NO E A N D I
Poeta, giornalista e scrittore
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Torino FC

Canzone dedicata alla Stadio Filadelfia
La canzone di Ermanno Eandi
dedicata al glorioso stadio del Grande Torino

Ecco il testo di
Filadelfia (se accendete l'audio potete sentirla)

Ho avuto l'onore di cantare ""Filadelfia" il 25 maggio 2017 durante il concerto per l'inaugurazione dello stadio Filadelfia


Mio padre mi narrava,
uscivano i leoni dalla fossa;
mio padre, poi piangeva,
e a me tremavano le ossa.

Un campo di orgoglio
dalle ruspe lui fu deturpato,
ma la speranza mia
era certa che sarebbe poi rinato.

Fila, Fila, Filadelfia
la passione del nostro colore
Fila, Fila, Filadelfia
dei granata tu tempio d’ardore,

Fila, Fila, Filadelfia
dagli spalti un sol grido uscirà
Fila, Fila, Filadelfia
forza Toro,.... alé, urrà.


Mio figlio mi accompagna
il Filadelfia attende i nostri cuori,
mio padre ride allegro,
dimentichiamo tutti i  dolori.

Generazioni di  eroi
risorgono dal loro passato
capisco solo adesso
il tempio dei granata è stato ricreato.

Fila, Fila, Filadelfia.
sventolano i vessilli granata
Fila, Fila, Filadelfia
la curva  cara e a te pregiata,
Fila, Fila, Filadelfia
all’unisono un coro urlerà
Fila, Fila, Filadelfia
l’avversario.....non vincerà.

Fila, Fila, Filadelfia
la passione del nostro colore
Fila, Fila, Filadelfia
dei granata tu tempio d’ardore,

Fila, Fila, Filadelfia
dagli spalti un sol grido uscirà
Fila, Fila, Filadelfia
forza Toro, .....Alé, urrà.

Testo e musica di Ermanno Eandi

L'ottimo video è stato realizzato da Massimo Federighi
La canzone Filadelfia è depositata alla SIAE

Date un tocco di prestigio e sensibilità in più ai vostri eventi, invitate Ermanno Eandi


Breve storia del Filadelfia

(Fonte wikipewdia)

Il Campo Torino (noto con il nome di Stadio Filadelfia) è un ex stadio di Torino, ormai in disuso. Prende il soprannome dalla via sulla quale è edificato, ed ha ospitato per oltre un trentennio le partite casalinghe del Torino Calcio.Lo stadio venne creato dal conte Enrico Marone di Cinzano, a quei tempi presidente granata. Enrico Marone creò la Società Civile Campo Torino, con quote versate a fondo perduto, e con il solo obbiettivo di acquistare l'area e costruirvi uno stadio con annesso campo di allenamento. Il 24 marzo 1926 viene fatta richiesta di concessione edilizia presso il comune e, dopo l'accettazione, i lavori vengono affidati all'ingegnere Miro Gamba, docente del Politecnico di Torino; i lavori di costruzione vennero seguiti dal commendator Riccardo Filippa. Il terreno su cui sorse era, in quel periodo, in periferia, e venne scelto per il basso costo dell'area.[
Il conte Marone di Cinzano, la principessa Maria Adelaide e il Duca d'Aosta durante la cerimonia d'inaugurazione

I lavori occuparono 5 mesi di lavoro, e poco meno di due milioni e mezzo di lire. L'inaugurazione dell'impianto avvenne il 17 ottobre 1926 e, per l'occasione, si svolse una partita amichevole tra Torino FC e Fortitudo Roma, alla presenza del principe ereditario Umberto II, della principessa Maria Adelaide e di un pubblico di 15.000 spettatori. Il campo venne benedetto prima dell'incontro dall'arcivescovo di Torino, Monsignor Gamba. La partita finì con la vittoria del Torino per 4-0.
La struttura

Originariamente lo stadio copriva un'area di 38.000 m² cintati da un muro; era formato da due sole tribune, con una capienza che raggiungeva le 15.000 unità (1300 in tribuna centrale, 9500 sulle gradinate, 4000 nel parterre). Sotto la tribuna si trovava il parterre, disposto su 13 file.

Lo stadio Filadelfia aveva delle gradinate in cemento, ed una tribuna in legno e ghisa costruita in stile Liberty. Le poltroncine della tribuna erano in legno, e tutte numerate. Il muro che circondava la struttura era alto 2,5 metri.
Le squadre di Torino e Fortitudo Roma che si scontrarono nella partita inaugurale

La facciata era composta da mattoni rossi, con colonne e grandi finestre dotate di infissi bianchi. Le varie finestre erano collegate tra loro da un ballatoio con la ringhiera in ferro.Davanti all'ingresso si trova un vecchio campo che veniva usato per gli allenamenti negli anni trenta.

La struttura portante dell'edificio era in cemento armato, mentre quella delle tribune era composta da pilastri che sostengono una rete longitudinale di capriate trasversali in legno su cui sono sistemati pannelli di eternit. Il parterre è formato invece da setti trasversali in muratura. Il sostegno della bandiera che si trovava all'entrata era alto sei metri circa; il suo basamento è coperto da bassorilievi raffiguranti greche in stile Art déco.

Il campo misurava 110x70 metri ed era coperto di erba e dotato di un sistema di drenaggio. Sotto alle tribune si trovava l'appartamento del custode, e quattordici camere che servivano oltre ai giocatori ed all'arbitro, anche l'infermeria, la direzione, ed una sala per rinfreschi. I giocatori potevano raggiungere il campo dagli spogliatoi attraverso un sottopassaggio.

Lo stadio subì opere di ampliamento. Nel 1928 venne aggiunta la biglietteria, e nel 1932 la gradinata della tribuna venne ingrandita portando la capacità totale a 30000 persone.
Il Grande Torino


Questo stadio ospitò le partite casalinghe del Torino fino sul finire degli anni cinquanta. Qui i granata vinsero sei dei loro sette scudetti, a cui va aggiunto anche quello revocato nel 1927.

In questa struttura il Torino restando imbattuto per sei anni, 100 gare consecutive, dal 17 gennaio 1943 alla Tragedia di Superga, compreso il famoso 10-0 rifilato all'Alessandria (ancora record per una gara di serie A). È in questo stadio che si esibiva Bolmida, il tifoso trombettista reso famoso dal recente film Ora e per sempre.

Il 13 luglio 1943, nel mezzo della seconda guerra mondiale, venne bombardato anche il Filadelfia. Tra le parti danneggiate si trova il campo (utilizzato dagli alleati per giocare a baseball) oltre alle gradinate di via Giordano Bruno. Nonostante la copertura della tribuna fosse intatta, le travi metalliche vengono asportate per rifornire probabilmente l'industria bellica, e sostituite con altre in legno.
Il Filadelfia divenne inagibile per molto tempo, ed il campionato del 1944 viene disputato presso il vicino Motovelodromo di corso Casale. In seguito il Torino si spostò presso lo Stadio Mussolini, futuro stadio Comunale.

Dopo la guerra i lavori di ristrutturazione vennero eseguiti dal nuovo presidente Ferruccio Novo.

Nel 1959 venne approvato un nuovo piano regolatore generale secondo cui, dal 6 ottobre, per l'area veniva prevista una destinazione di gioco e sport, e si accennava al riconoscimento del valore storico.
L'abbandono

Dopo Superga il presidente Ferruccio Novo diede in garanzia lo stadio alla Federcalcio, e secondo qualcuno pensò addirittura alla possibilità di demolirlo.

Nel dopoguerra l'area del Filadelfia diventa residenziale, e nasce l'idea di abbattere il complesso per costruire nuovi edifici. Nel 1959 esce il nuovo piano regolatore che definisce l'area "verde pubblico", ed il progetto fallisce.[

Nella stagione 1957-58 il Torino, denominato Talmone per via di una sponsorizzazione, si trasferisce allo Stadio Comunale: la stagione successiva si concluse con la retrocessione in Serie B. L'anno seguente, per una questione scaramantica, la squadra tornò a giocare al Filadelfia, e lo stadio ridivenne la casa del Torino Calcio per qualche anno.

Il 19 maggio 1963 viene disputata l'ultima partita ufficiale di campionato, un Torino-Napoli terminato 1-1 con gol di Bearzot (T) e di Corelli (N). A partire dalla stagione seguente i granata si trasferiscono definitivamente al "Comunale", che avevano iniziato ad utilizzare saltuariamente, soprattutto per gli incontri di maggior richiamo e, di conseguenza, con maggiore affluenza.

Nel 1970 si tenta per la prima volta di recuperare il Filadelfia, quando il Presidente era Orfeo Pianelli; la Società Civile Campo Torino fa eseguire un progetto per la ristrutturazione. L'idea è di permettere l'allenamento della prima squadra con il recupero del campo e la costruzione di una palestra. I lavori subiscono qualche problema, e vengono annullati nel 1973 in quanto l'area risulta ancora destinata al verde pubblico. L'idea di Pianelli prevedeva l'abbattimento totale della struttura, la costruzione di campi di gioco e di una struttura per gli alloggi delle giovanili. Il progetto originale fallì anche a causa di alcune minacce di morte ricevute dal presidente. Il 18 ottobre viene rilasciata la concessione edilizia, ma solo in forma precaria, e prevedendo un canone annuo.

Il Torino continuò ad allenarsi qui fino al 1989, quando si trasferì nella moderna struttura di Orbassano, usata ancora oggi, lasciando il campo di allenamento alle giovanili.
La manutenzione però fu abbandonata, ed in pochi anni gli spalti si deteriorarono. Negli anni ottanta il degrado ebbe una crescita esponenziale, soprattutto a causa del calcestruzzo utilizzato nella costruzione, e si arrivò anche a parziali crolli delle strutture.

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